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MeMoFotografia

24 ottobre 2015

La storia della fotografia in Italia raccontata attraverso collezioni private.
I^ edizione La lastra (1839–1930)

A cura di Marcello Sparaventi e Paolo Talevi

Dal 24 ottobre al 29 novembre 2015

Questa rassegna annuale sulla fotografia storica nasce dall’ammirazione per il Macchina fotografica sito 1pensiero innovativo, l’abilità costruttiva, e sopratutto la capacità manuale dei “protofotografi”.
La mostra tenta di ripercorre la storia della fotografia in Italia attraverso l’esposizione di apparecchi fotografici antichi che in questa prima occasione sono legati all’uso della lastra fotografica.

Con l’arrivo delle dispense di Louis Jacque Mandè Daguerre anche in Italia nel 1839 iniziano, nelle Università, a ripetersi gli eslouis-daguerreperimenti della nuova invenzione. Fu proprio all’Università di Torino che Enrico Federico Jest, fornitore di strumenti ottici, costruì con l’aiuto di un ebanista, la prima fotocamera italiana a cassette scorrevoli producendo così il primo dagherrotipo italiano.

Il dagherrotipo (una lastra di rame argentata) per la sua preziosità e la sua irrepetibile nitidezza a livello molecolare apparve in quegli anni come una meraviglia. Occorrevano svariati minuti di esposizione ed era una copia unica. Il viaggio prosegue attraversando tutte le altre fasi della nuova scoperta.

Si fa strada l’invenzione concorrente: la calotipia (negativo su carta dell’inglese William Henry Fox Talbot). Con questo procedimento nascono i termini: immagine latente, negativo, positivo, sviluppo e fissaggio usati fino ad oggi. Il procedimento ha portato allo sviluppo della fotoincisione, e quindi alla moderna stampa delle immagini.
Per la scarsa trasparenza della negativa di carta si pensò di utilizzare una lastra di vetro e come legante della emulsione alla lastra si ricorse all’albume dell’uovo: nel 1847 inizia così il periodo della lastra e della carta da stampa all’albumina caratterizzato dalla bellezza dell’immagine ma anche di una minore sensibilità rispetto alla calotipia.
calotipia
Già nel 1852 viene fondata a Firenze la ditta dei fratelli Alinari, la più antica azienda fotografica al mondo.
Nel 1852 il collodio (colla) sostituì l’albumina.
La sensibilità aumentò, erano sufficienti pochi secondi, ma la lastra così trattata andava esposta ancferrotipiaora umida, se si asciugava perdeva la sensibilità.
Una lastra negativa di collodio umido produceva un negativo grigio-scuro ed appoggiata su un fondo nero appariva positiva.
Nel 1854 l’americano James Ambrose Cutting ottenne un collodio grigio-chiaro e brevettò il suo procedimento con il nome di ambrotipia.
Se l’emulsione al collodio veniva stesa direttamente su una lastra di ferro verniciata di nero, si otteneva la ferrotipia che ebbe un grande successo popolare, usata sopratutto dai fotografi ambulanti nelle fiere.

Nel 1871 fu inventato un nuovo procedimento: alla lastra di vetro venne applicata una emulsione alla gelatina-sali d’argento.
Le lastre e le carte così preparate avevano una sensibilità maggiore dei procedimenti precedenti ma sopratutto si conservavano per un lungo periodo.
Cessava così l’abilità dei protofotografi.
Tutta la preparazione veniva delegata all’industria. Inizia in Italia la produzione di fotocamere non solo per i professionisti ma anche per i fotoamatori.
I fotografi divennero migliaia.
Alla fine del XVIII secolo le ditte italiane (Emilio Resti, Lepage, Albini) vantavano cataloghi molto ricchi con 60-90 modelli di apparecchiature fotografiche con i relativi accessori.

Centrale Fotografia presenta così una panoramica storica con la collaborazione dei collezionisti: Paolo Talevi, Mauro Mattioli, Maurizio Recano, Paolo Del Bianco, Maurizio Gizzi, Maurizio Vizzini e della Biblioteca Federiciana. Tranne alcune eccezioni esemplificative le apparecchiature in mostra sono state prodotte da aziende italiane.

MemoFotografia continua nel 2016…

Da una azienda produttrice di esplosivi e dall’esperienza di un tecnico meccanico riparatore degli strumenti ottici usati nella Prima Guerra Mondiale, nasceranno nel dopoguerra due delle maggiori ditte italiane: Ferrania e Bencini.

 

La briganta e lo sparviero – Yes, she Cannes – Zorro nella neve

18 settembre 2015

Siamo arrivati all’ultimo appuntamento della rubrica di Letteraria.
In questi mesi vi abbiamo presentato i libri della rassegna e per concludere in bellezza, oggi vi parliamo non di due ma bensì di tre libri.  Le giornate conclusive del premio sono il 9-10 e 11 ottobre ma non allarmatevi perché tutti i libri donati dall’Associazione rimarranno nella collezione permanente della Memo e il prestito non durerà più solo due settimane ma un mese come il resto delle monografie.
Rimane ancora un pò di tempo per votare il libro che avete letto. Vi ricordiamo le modalità di voto:

  1. SCHEDA CARTACEA
    Tramite apposita scheda cartacea disponibile presso la Mediateca Montanari – Memo nella sezione dedicata al Premio Letteraria.
  2. OPAC 2.0
    Sul catalogo provinciale Sebina You è possibile consultare l’elenco
    dei libri di Letteraria nella lista Letteraria 2015.
    Da qui, i lettori iscritti al Sistema Bibliotecario della Provincia, potranno entrare utilizzando username e password rilasciati dal sistema per lasciare una recensione e votare il libro preferito.

La briganta e lo sparviero, Licia Giaquinto, Marsilio

27_ La briganta e lo sparvieroUna mattina di novembre del 1841, una donna scava un fosso in un terreno cretoso di un paese dell’alta Irpinia, poi si accovaccia e partorisce una bambina. La bambina si chiamerà Filomena, e nonostante la miseria crescerà sana e forte, e diventerà bellissima e strafottente. Nella primavera del 1862, in un bosco lungo il fiume Calaggio, il suo destino si intreccerà con quello del brigante Giuseppe Schiavone, detto lo Sparviero. Protagoniste assolute del romanzo sono le figure di donne epiche e tragiche. Una storia del Sud, tra povertà, superstizione, brigantaggio e repressione piemontese.

Yes, she Cannes, Giulia Narciso, Betelgeuse Editore

47_ Yes, she CannesPrendere un episodio a caso di Sex and the City, il primo capitolo della saga di Bridget Jones, una puntata di un coloratissimo programma di Real Time e un documentario sulla Costa Azzurra: con la possibilità di creare un cocktail con simili ingredienti, probabilmente il risultato sarebbe stato “Yes, she Cannes”, opera prima di Giulia Narciso edita da Betelgeuse.

Zorro nella neve, Paolo Zannoner, Castoro

28_ Zorro nella neveLuca scivola veloce sulla neve, libero sul suo snowboard, lontano dalla monotonia di giornate senza senso. La velocità è esaltante! Basta un attimo, però, per cambiare tutto: una valanga, e la neve diventa una prigione. Sembra la fine, ma Luca è fortunato: qualcuno lo salva nella notte. Degli uomini insieme a dei cani. Un cane soprattutto.

 

 

Ti scriverò prima del confine – Volevo essere Bill Evans

17 settembre 2015

Ancora libri ma soprattutto libri di Letteraria per voi:

Ti scriverò prima del confine, Diego Barbera, Casasirio editore

53_ Ti scriverò prima del confineM. è stato ricoverato in una prestigiosa clinica privata dopo il Fatto che lo ha trasformato in un eroe nazionale. Appena risvegliato dal coma, si ritrova al centro di un folle circo mediatico pronto a tutto pur di strappargli un’intervista. L’unica persona che non gli vuole parlare è Giulia, una ragazza ricoverata nella stanza 27, una ragazza che non parla ma ama ascoltare e che gli propone un patto: lui le racconterà la sua vita, senza pronunciare nomi e senza fare domande su di lei, lei lo ascolterà e gli scriverà delle lettere. Piano piano, tra incontri rubati e storie da raccontarsi, M. si lega a Giulia profondamente così, quando le cose si mettono male, anche uno che grazie al suo coraggio è diventato un eroe inizia a rivalutare tutto. Diego Barbera prende la domanda “Hai mai avuto paura?” e la sublima nella vita di un ragazzo come tanti che, forse, di paura non ne ha avuta mai.

Volevo essere Bill Evans, Sergio Pasquandrea, Fara Editore

19_ Volevo essere Bill EvansGodibilissima piccola storia del jazz, rivisitato attraverso le varie epoche e il ricordo di molti dei suoi grandi protagonisti, Volevo essere Bill Evans è una bella swing-parade di flash, emozioni e impressioni colte tra un concerto e un ascolto, tra festival e jam session.

Se la vita che salvi è la tua – Sotto il segno di venere

12 settembre 2015

Siamo quasi agli sgoccioli di questa rubrica legata a Premio Letteraria. I titoli che vi proponiamo oggi sono:

Se la vita che salvi è la tua, Fabio Geda, Einaudi

48_ Se la vita che salvi è la tua

Andrea Luna ha trentasette anni, fa l’insegnante, ma non ha una cattedra fissa. Quello che doveva essere un breve soggiorno newyorkese, una vacanza solitaria voluta per riprendere fiato e soffocare le braci di una crisi coniugale, si trasforma in una peregrinazione nelle miserie dell’umanità e nella sua infinita ricchezza, in un viaggio che lo trascina ai margini della società e che gli regala incontri memorabili. Quando, all’improvviso, Andrea decide di tornare a casa dalla moglie, quello che ha lasciato non esiste piú. E allora capisce che «casa» è altrove. Per raggiungerla sarà disposto a tutto.

Sotto il segno di venere, Giulia Sulpizi, Diabasis

46_ Sotto il segno di VenereEsordio di una giovanissima e talentuosa studentessa del Liceo Romagnosi, Giulia Sulpizi, il libro è un avvincente romanzo storico, una storia d’amore appassionante per un pubblico di tutte le età. Scelta esemplare per un nuovo gusto letterario, il romanzo su Giulia, l’unica figlia dell’Imperatore Augusto, è stato supportato da uno studio accurato e da una personale rielaborazione del personaggio.

Quadri di donne di quadri – Roderick Duddle

5 settembre 2015

Questo sabato vi parliamo di due libri che potete trovare negli scaffali di Letteraria:

Quadri di donne di quadri, Cinzia Della Cena, Aracne

38_ Quadri di donne di quadri

Più che un libro una mostra di racconti allestita come una galleria di quadri che hanno tutti uno stesso comune denominatore: le donne. Donne ritratte in epoche storiche diverse, donne di diverse fasce d’età e in ruoli distinti: dall’eretica del Quattrocento alla bambina orfana ai tempi della spagnola, dall’anziana iettatrice alla mamma che racconta favole ai figli, dalla professionista matura all’ adolescente irrequieta, dalla malata che scommette sulla vita alla giovane selvaggia che non abdica alla sua natura.Tutte figure intense che stupiscono per la magia dell’istante e svelano la donna come “ala infinita di fantasia e ingegno, gioco di fascino, desiderio e sogno”, come “misterioso seme” che dà la vita e indovina la vita. Un libro evocativo, da leggere aprendolo a caso in una qualsiasi delle sue pagine. Non un romanzo da tenere sempre in mano e sempre in mente, ma una promenade occasionale, senza regole di percorso, tra frammenti di vita messi in cornice. Una collezione di fermo immagine che, densi di dettagli e sfumature, ci fanno arrestare e si fanno rileggere, un po’ come una poesia o una musica, che più la ascolti e più la apprezzi.

Roderick Duddle, Michele Mari, Einaudi 

Roderick ha dieroderickci anni, e tutto quello che possiede è un medaglione. Ancora non lo sa, ma quell’oggetto – per cui tutti intorno a lui sembrano disposti a uccidere – lo porterà più lontano di qualsiasi nave al largo dell’oceano. Con Roderick Duddle Michele Mari ha scritto una storia capace di rifondare a ogni pagina il gesto stesso del narrare: un libro che entra di diritto, e che resterà, nella tradizione del grande romanzo d’avventura.

Noi due – Porco di mare

29 agosto 2015

Tra le nuove proposte di Letteraria altri due nomi italiani che partecipano alla sezione Narrativa italiana:

Noi due, Giorgio Diritti, Rizzoli

Il terremo17_ Noi dueto de L’Aquila. La crisi economica. La migrazione verso il Nord. Protagonista la coppia di coetanei Alice e Carlo, nemmeno sessant’anni in due, all’alba di un possibile futuro iniziato scavalcando con i propri bagagli le macerie di una ricostruzione infinita e fasulla, per cercare il loro posto nel mondo: lui è stato assunto come designer in un’azienda del bolognese; lei come assistente sociale in una casa-famiglia di Genova. Tra i due è distacco doloroso, ma il mondo narrativo di Diritti concede sempre un’ultima disperata possibilità di conciliazione e amore.

Porco di mare, Roberto Aprile, Ensemble

57_ Porco di mareTre fratelli si ritrovano a Preveza, in Grecia, in una calda estate del 1982. Ascoltando i racconti della gente del luogo, vecchie leggende e storie di pescatori, i tre ricostruiscono con pazienza le vicende di Marco Demaris, l’ultimo porco di mare, vissuto agli inizi del Novecento. Figlio di una porcara e di un contrabbandiere, perdutamente innamorato di Berenice, Marco è costretto dalla vita a rinnegare se stesso. Marco Demaris incarna, nella sua trucida figura, tutte le contraddizioni del mondo: egli è uomo ed è porco, è generoso e profittatore, cinico e sognatore.

L’ultimo arrivato – Marta nella corrente

22 agosto 2015

Siamo giunti alla fine di questa settimana di agosto e per passare il weekend in relax vi proponiamo i libri di Letteraria.

Eccoli:

L’ultimo arrivato, Marco Balzano, Sellerio

18_ L'ultimo arrivatoLa storia di un bambino e di un viaggio, le avventure e le disavventure di un piccolo emigrante con la testa piena di parole. Questo romanzo è la storia di un piccolo emigrante, Ninetto che abbandona la Sicilia e si reca a Milano. Si getta in quella città sconosciuta con foga, cammina senza fermarsi, cerca, chiede, ottiene un lavoro. E tutto gli accade come per la prima volta. Un personaggio letterario capace di svelare una realtà caduta nell’oblio, e di renderla di nuovo vera e vitale.

Marta nella corrente, Elena Rausa, Neri Pozza

marta nella correnteDue storie si alternano, procedendo in principio parallele per poi intrecciarsi: la piccola Marta perde la madre, vittima di un incidente automobilistico, e si ritrova sola, non avendo mai conosciuto il padre. Siamo nel 1982 e l’Italia ha appena vinto i mondiali di calcio in Spagna. La seconda storia è precedente di quarant’anni e porta il lettore nella bufera prima del fascismo imperante e delle leggi razziali, poi della guerra, della Resistenza e delle deportazioni. Marta nella corrente è un romanzo di donne: di madri mancate, assenti, scostanti, desiderate e rimpiante; di amiche legate come e più di sorelle. Il destino fa incontrare Marta ed Emma che prima si prendono le misure e poi avviano un’elementare forma di comunicazione, in cui gli scacchi hanno un ruolo fondamentale.