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Sai perchè mi chiamo Meow?

5 ottobre 2010
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Un po’ di storia…

Da gennaio 2010, da quando siamo alla Memo per i lavori di preparazione per l’apertura, abbiamo sempre avuto come compagni di lavoro vari ospiti felini fuori, nei giardini di Piazza Amiani, e dentro la Memo… già, perchè molti di loro sono entrati e hanno anche “pernottato” per vario tempo nella nostra bella mediateca. Ora sono solo fuori, nel giardino, ma ci siamo ispirati a loro per dare il nome a questo blog, grazie anche alla fantasia di un amico che ci ha suggerito il nome e il gioco grafico.

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5 commenti leave one →
  1. michela permalink
    27 ottobre 2010 2:01 pm

    … mi sono accorta solo ora della esistenza del blog…
    carina l’idea del nome……

  2. Silvio G. permalink
    14 novembre 2010 8:35 pm

    Il nome dei gatti
    (da T. S. Eliot, “Il libro dei gatti tuttofare”. Trad. di Roberto Sanesi, Bompiani, Milano, 1962)

    È una faccenda difficile mettere il nome ai gatti;
    niente che abbia a che vedere, infatti,
    con i soliti giochi di fine settimana.
    Potete anche pensare, a prima vista,
    che io sia matto come un cappellaio,
    eppure, a conti fatti,
    vi assicuro che un gatto deve avere in lista
    TRE NOMI DIFFERENTI.

    Prima di tutto quello che in famiglia
    potrà essere usato quotidianamente,
    un nome come Pietro o come Augusto, o come Alonzo, Clemente,
    come Vittorio o Gionata, oppure Giorgio o Giacomo Vaniglia:
    tutti nomi sensati per ogni esigenza corrente.

    Ma se pensate che abbiano un suono più ameno,
    nomi più fantasiosi vi possono consigliare,
    qualcuno pertinente ai gentiluomini,
    altri più adatti invece alle signore:
    nomi come Platone o Admeto, Elettra o Filodemo,
    tutti nomi sensati a scopo familiare.

    Ma io vi dico che un gatto ha bisogno di un nome
    che sia particolare e peculiare, più dignitoso;
    come potrebbe, altrimenti, mantenere la coda perpendicolare,
    mettere in mostra i baffi o sentirsi orgoglioso?

    Nomi di questo genere posso fornirvene un quorum,
    nomi come Mustràppola, Tisquàss o Ciprincolta,
    come Bombalurina o Mostrardorum,
    nomi che vanno bene soltanto a un gatto per volta.

    Comunque gira e rigira manca ancora un nome:
    quello che non potete nemmeno indovinare,
    né la ricerca umana è in grado di scovare;
    ma il GATTO LO CONOSCE, anche se mai lo confessa.

    Quando vedete un gatto in profonda meditazione
    la ragione, credetemi, è sempre la stessa:
    ha la mente perduta in rapimento ed in contemplazione
    del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:
    del suo ineffabile effabile effineffabile
    profondo inscrutabile ed unico NOME.

  3. 8 aprile 2011 12:19 pm

    infatti mi stavo chiedendo il perchè delle lettere girate 😀
    io vi ho trovati solo ieri….

  4. 8 aprile 2011 12:22 pm

    ah… io non sono adolescente o giù di lì…
    ho 46 anni ma sono fanese 🙂

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